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Pubblicato il: 16 novembre 2011

La vita sulla strada.

cammino santiago

Pubblichiamo qui di seguito un articolo inviatoci da Alvaro Diez, uno studente spagnolo che sta facendo l’Erasmus qui a Catania e che è capitato per puro caso ad una riunione del nostro giornale. L’articolo ci è molto piaciuto e lo proponiamo qui nella sua forma originale, ringraziando sentitamente Alvaro per la sua collaborazione e sperando che questa possa ripetersi in futuro.

 

C’è chi ha la macchina. C’è chi ha la tv di 42”. C’è chi ha un apartamento di 200 m2 più la casa a mare. C’è chi porta i vestiti alla moda di 100 euro a pezzo e mangia nei ristoranti per 30 euro a pranzo. E c’è chi non ha un cazzo. I primi sono tristi se una sera non funziona  Sky e non possono vedere la partita, oppure se è finito il parmiggiano e la pasta si deve mangiare senza formaggio. Gli altri sono contenti se riescono a trovare un euro e per quel giorno  mangiano o se una sera sono fortunati e possono dormire  tranquili e al caldo in un posto coperto. Chi ha soldi vuole più soldi, se ne frega del resto, chi non ha soldi vuole un piatto caldo. E così va. Chi non sa che cosa comprare con i tanti soldi che ha e chi muore di fame.

Lavorando per un pò in una ONG ho visto che la gente che ha soldi, con lavoro ben pagato, case enormi, il giardino e la mercedes nel parcheggio ti chiudeva la porta in faccia, mentre i disocupati, extracomunitari e in generale la gente senza un soldo erano sempre disposti ad aiutare, anche solo  condividendo quel poco che avevano. Solo chi ha fatto la fame capisce che cos’è.

Andando in giro per tante città l’Italia, la Spagna, la Germania, o la Francia, in generale in Europa, sulle strade si trova sempre gente in cerca di soldi, in cerca di mangiare; fanno i giocalieri, suonano qualche instrumento, vendono collane o cose fatte a mano, spacciano, rubano, o semplicemente fanno la collecta. Alcuni hanno avuto sfortuna, provengono di paisi dove non c’è lavoro, non c’è da mangiare, non c’è niente; scapano ad altri posti dove aspettano trovare una vita meglio ma non sempre è così, e si finisce sulla strada. Altri al suo propio paese perdono il lavoro, poi la casa, poi tutto, e non avendo un’altra opzione anche finiscono sulla strada.

Ma alcuni fanno questa vita sulla strada per propia volontà. Una vita libera, in giro per il mondo, senza avere niente, senza perdere niente. Chi di meno ha bisogno, meno gli manca. Gli abituati ai lussi, a una casa decente, acqua calda, luce, fogoni e forno, tv e un comodo letto forse non possono farsi un’idea. Ma la strada, il mondo, a molto d’offrire, c’è troppo da imparare. Prima desideri quello parmeggiano nella pasta, poi dei semplici spaghetti con pomodoro sono troppo buoni, anche un panino. Prima desideri vedere un bel film nella tua grande tv, poi un buon libro ti offre lo stesso e anche di più. Il letto è bello comodo e caldo, ma di là non si vedono le stelle che si vedono dormendo in montagna o in qualche parco o spiaggia. Arrivare a casa e accendere la luce, accendere i fornelli e cucinare, comodo ed eficace, ma accendere un fuoco nella natura, iluminarsi e riscaldarsi grazie a costui, anche cucinare la pasta col pomodoro, è troppo bello. Observare quello fuoco che balla soto le stelle è molto più bello che guardare la tv seduti nel divano col riscaldamento acceso. Fare il bagno nel fiume in vece della solita doccia calda, prendere i frutti dei alberi in vece di andare alla fiera o al supermercato, girare, scoprire pezzi di paradiso sconosciuti mai pensati prima, conoscere gente, finire a cena in casa di persone sconosciute chi sa come o perchè, andare avanti vedendo il mondo che gira soto i tuoi piedi, senza sapere cosa succederà, cosa si mangiarà, dove si dormirà e fino dove si arrivarà.

È troppo bella la vita sulla strada, il mondo è grande, la vita è corta, c’è troppo per conoscere e scoprire.



info Autore

Emiliano Zappala





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